Bahia Pilocura

Bahìa Pilolcura. Qui Cile.

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enrico

Enrico vive in Cile da quasi due anni. Il suo lavoro l’ha portato dal nord Italia all’altra parte del globo terrestre, e laggiù lui ha trovato una nuova “casa”. Ha visto vulcani e deserti, ha incontrato pinguini e tartarughe marine. Sempre impegnato a progettare nuovi business plans, non è affatto immune alla dolce vita locale. Stasera ci porta a cena con lui in un piccolo ristorante di Santiago… 

 

 

Da fuori non diresti che è un ristorante, la scritta “Bahia Pilolcura” ormai èbahia-pilolcura completamente coperta da un’edera. La porta come sempre è chiusa, bussiamo, ci viene ad aprire Alejandro il proprietario che ci saluta con un “¿Cómo están?” e ci invita ad entrare. Devo dire che neanche da dentro sembra un ristorante, ci ritroviamo in una stanza di 10 metri quadri con un bancone e 3 congelatori verticali in bella vista. Alejandro ci indica il retro dei congelatori dove c’è una apertura nel pavimento con una scala che porta al seminterrato con i tavoli.

Scendiamo facendo molta attenzione, ci attende una sala piccola con 3 tavolini occupati da persone intente a interniguardare la Copa Libertadores. Ovunque richiami a Neruda, Che Guevara, la U de Chile e il popolo Mapuche. Andiamo nella stanza accanto, più tranquilla, e ci sediamo vicino ad uno specchio con una cartolina scocciata in un angolo, la guardo meglio e scopro una bellissima Rimini anni ’90.
Il ristorante prende nome da una piccola baia nella regione de “Los Lagos”, Bahia Pilolcura si trova tra due piccolissime isole di fronte la città di Calbuco, Isla Quenu e Isla Chidguapi. In questa baia si trova il più grande allevamento naturale di ostriche cilene dal bordo nero (ostras de borde negro).
Dopo pochi minuti arriva Erik, un ragazzo secco come un chiodo, scuro di carnagione, ricci neri e occhi vispissimi, ci propone subito le ostriche “Sono le prime della stagione, chiquillos”. Passiamo. Io personalmente non sono un patito dell’ostrica e i miei due compagni di serata nemmeno, anche se questo è il posto migliore di Santiago dove mangiar le ostriche dal bordo nero coltivate nella piccola baia Pilolcura.

Ordiniamo un sauvignon blanc e per iniziare un ostiones pil-pil e un ceviche mixto salmon-camaron. Le cappe sante pil-pil sono favoliziose, arrivano nel loro brodino bollente al sapore di burro, aglio e peperoncino che finirà a colpi di scarpetta. Il ceviche è in netto contrasto con l’altro piatto però si sposa col vino alla perfezione e con una spruzzatina di limone è perfetto. Gli antipasti finiscono subito e il cameriere ci porta i piatti principali: un atun a la plancha, una bistecca di tonno che si scioglie in bocca, viene appena scottata sulla piastra e si presenta con un contorno di pomodoro e un po’ di insalata verde, un caldillo de camarones che è una zuppa, quasi un brodo, di gamberi e un chupe de locos, un fantastico tortino fumante a base di latte, pan grattato, parmiggiano e loco, un mollusco tipico dell’isola di Chiloé.

capesante e gamberi tonno chupe de locos caldillo de camarones
Bahia Pilolcura, un posto da tre B, Bueno, Bonito y Barato (buono, carino ed economico), ricordatevi di portare contante perché la carte qua non sono ben viste.

Bahia Pilolcura
Calle Antonio Bellet 35, Providencia, RM de Santiago
Metro Pedro de Valdivia

20 ostriche 5.900,00 pesos cileni
Cena per 3 40.000,00 pesos cileni

Categories: Cucina, Luoghi, Ospiti

1 comment

  • Emanuela

    grazie per la dritta! Noi che invece per le ostriche abbiamo un discreto interesse proveremo senz’altro!!!

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