presine

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Le presine in filo di scozia fatte all’uncinetto dalle mani sapienti di una nonna, sono nate nella luce pomeridiana di una cucina in una casa gialla nella campagna veneta.

In quella cucina hanno visto pranzi della domenica e cene modeste, piatti di gnocchi nascere tra sbuffi di farina e tegami di ragù bruciarsi; si sono impregnate di profumo di torte di mele e karkadè, hanno sentito discussioni pesanti e chiacchiere animate, bambine ridere e donne piangere, rumore di posate e telegiornale, poi un lungo silenzio.

Sono rimaste chiuse nel buio di un cassetto per un certo periodo forse, ma nessuno le aveva dimenticate.

Hanno viaggiato verso Nord, più di quanto ci si sarebbe immaginati, e oggi hanno ritrovato il loro posto in due cucine diverse, in Belgio e in Francia, dove le pentole borbottano ancora in italiano, dove due sorelle, talvolta insieme talvolta da sole, preparano pranzi della domenica e cene veloci, sperimentano nuove ricette e ripropongono quelle imparate da piccole.

Ancora sbuffi di farina, nuvole di vapore, borse della spesa, ancora chiacchiere e litigi, scambi di idee, racconti di viaggi e musica, vecchi e nuovi amici.

Le presine di filo di scozia sono degli oggetti di uso comune.

Sono un’eredità intima.

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