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Vellutata di castagne e champignon

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Sfuggono alle nuvole
anche i raggi sottili.
Una sola foglia.
(Natsume Sōseki)

autunno

Perché tirare in ballo un haiku, in un blog di cucina, per introdurre una zuppa di castagne? Perché la vita è fatta di piccoli piaceri e di suggestioni che richiamano ricordi, sapori, profumi e l’haiku è una delle forme di poesia più suggestive, non dice apertamente, ma richiama un’immagine o una sensazione. Così è l’autunno per me, una stagione malinconica, che concede momenti di bellezza, quando c’è il sole.

Dopo una mattinata passata al computer a fare cose molto noiose, ho infilato il grembiule e ho preparato una vellutata, in meno di venti minuti, dal sapore morbido e confortante, con un apporto calorico degno della dieta di un boscaiolo, adatta ai freddi che arriveranno.

castagne

Ingredienti

  • 1 patata media
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 1/2 porro
  • 250 g di castagne circa
  • 2-3 champignon
  • ½ cucchiaino di porcini secchi ridotti in polvere
  • 1 litro d’acqua circa
  • Sale e pepe qb
  • rosmarino o altre erbe aromatiche
  • olio extravergine d’oliva

pentola

La preparazione è semplicissima, basta pelare, lavare e tagliare a pezzi le patate, la carota, lo scalognoil porro e i funghi. Riporre gli ingredienti in una pentola a pressione. Aggiungere le castagne intere, private di buccia e cuticola. Coprire con l’acqua, aggiungere il sale e chiudere il coperchio a pressione. Lasciare cuocere per circa 15-20 minuti dal fischio (senza pentola a pressione ci vuole una mezz’ora). Una volta tolta la pentola dal fuoco, ridurre a crema con un frullatore ad immersione. Chi ama le vellutate un po’ più ricche può aggiungere un cucchiaio di panna da cucina, io ho preferito lasciare la zuppa al naturale. Aggiustare di sale e servire in una ciotola, finendo con una macinata di pepe, un pizzico di rosmarino (o altri aromi) e un giro d’olio evo a crudo. La vellutata è ancora più buona se accompagnata da crostini di pane. Buon appetito!

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Categories: Cucina, Pausa pranzo, Primi, Ricette, VEG, Vegano, Vegetariano

dorayaki

Dorayaki

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La colazione del weekend ha tutto un altro sapore rispetto a quella infrasettimanale. Mi piace preparare la tavola per bene, tirare fuori tutto quello che ci servirà e prendere un po’ di tempo a fare due chiacchiere, sorseggiare il caffè con calma… Stamattina ho preparato i dorayaki, è stato un po’ un esperimento, ma ha funzionato. L’ultima volta che li avevo mangiati è stato a Tokyo, esattamente un anno fa, in una caffetteria nel quartiere di Asakusa, mentre fuori pioveva a dirotto… Nella versione originale, due dorayaki sono sormontati a sandwich su uno strato di anko, una salsa di fagioli rossi dolci chiamati azuki, nella mia versione mattutina li ho messi in tavola al naturale, accompagnati da un paio di marmellate diverse e dal miele. La ricetta che spopola nel web, invece, vuole la Nutella, e credo sia un perfetto abbinamento.. Sono velocissimi da fare un po’ come i pancake americani, io li ho preparati per la mattina, ma sono perfetti per il pomeriggio con una tazza di tè bollente.

Ingredienti per 8 dorayaki circa:

  • 120 g di farina bianca
  • 40 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino colmo di miele
  • ½ bicchiere d’acqua a temperatura ambiente
  • 2 uova
  • 3 g di lievito per dolci

La preparazione è quanto di più semplice: in una ciotola ho amalgamato tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pastella liscia e piuttosto densa. A parte ho fatto scaldare una pentola antiaderente, vi ho sciolto un po’ di materia grassa (io ho usato il burro, ma l’olio di semi va anche meglio) e ho eliminato gli eccessi con della carta da cucina. Con un mestolo ho dosato un po’ di impasto al centro della pentola e ho aspettato che sulla superficie si formassero delle bollicine, ho quindi girato la pastella per far cuocere l’altra parte per una decina di secondi, ho continuato fino a terminare la pastella. Ho provato a farne di mini (diametro 4 cm) e di più grandi (diametro 8-10 cm).

colazione

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