Botte Pommery (2)

Champagne

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«L’ivresse ne s’improvise pas. Elle relève de l’art, qui exige don et souci. Boire au hasard ne mène nulle part.»

Amélie Nothomb, Pétronille.

stappare lo champagneQuando penso allo champagne, penso alla belle époque, ai fasti di un tempo andato, ad una certa ricchezza sconosciuta e a quei rapper della fine degli anni Novanta, con piscine, ragazze in bikini, dollari a palate e bottiglie di Dom Pérignon. C’è comunque sempre un pizzico di decadenza nell’immagine che ho di questo vino costoso e pregiato. In realtà dentro a quelle famose bollicine ci sono secoli di operosità, amore per la terra, cultura del vino, dedizione e un precoce senso imprenditoriale.

Lo Champagne, prima di essere un vino DOC spumante, é una provincia storica francese, a ridosso del lato nord-est dell’esagono – l’Italia è uno stivale, la Francia un esagono (io l’ho imparato qui). In italiano questa provincia, che un tempo è stata una contea, si chiama Sciampagna e io da ora in poi la voglio chiamare solo così. “Andiamo a passare un weekend in Sciampagna?”, “Adoro la Sciampagna!”. Voilà. Detto questo, oggi niente ricette, ho pensato di scrivere un paio di righe in occasione della mia seconda gita in Sciampagna (appunto).

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L’estate inoltrata credo sia senz’altro la stagione migliore per visitare la regione. Ci ero già andata in aprile, ma faceva ancora freddo, e il paesaggio era ancora molto acerbo e invernale. In estate è la natura a colpire lo sguardo. Ci sono dei piccoli borghi nascosti tra le basse colline coperte di bellissimi vigneti e foreste, oltre a città più importanti come Reims, Epernay e Châlon-en-Champagne. La Marna scorre tranquilla tra alberi e canali secondari. Il cielo alto è attraversato da nuvole che volano veloci nel vento.
paesaggio (2) Qui si coltivano i tre vitigni principali con i quali si produce lo Champagne: il pinot nero, il pinot meunier (che sono due uve nere) e lo chardonnay. Già nel 1882 fu fondata quella che è oggi l’Unione delle Maison di Champagne (un tempo il Syndicat du Commerce des Vins de Champagne) con l’obiettivo di proteggere il nome “Champagne” e il suo utilizzo, sia in Francia sia all’estero.
La vendemmia è fatta rigorosamente a mano, nel mese di settembre.
Pare che lo Champagne frizzante, come lo conosciamo oggi, sia nato nel XVII secolo a Epernay ad opera dell’abate benedettino Dom Pierre Pérignon. Ci sono versioni contrastanti sull’esatta origine delle bollicine, non è certo se ci sia un errore, una scoperta casuale o una sperimentazione consapevole alla base di questa tecnica, rimane il fatto che il metodo champenoise é rimasto più o meno lo stesso nel tempo.
Dom Pérignon ebbe un altro merito: fu il primo a produrre dei vini bianchi partendo da uve rosse, il primo a comporre dei vini mescolando provenienze e annate diverse, creando così i primi cuvée della storia dello Champagne.

A partire dall’Ottocento, furono principalmente donne a prendere in mano le sorti dello champagne, vedove con uno spiccato spirito imprenditoriale e caratteri estremamente forti, come Madame Clicquot-Ponsardin che inventò il remuage,  Louise Pommery nelle cui cantine nacque per la prima volta lo champagne brut e che insieme a Elisabeth Bollinger  diede il via all’esportazione dello champagne al di fuori della Francia.

collage poster

Oggi ci sono circa 2000 case produttrici di champagne, grandi e piccole, più o meno famose. Le più importanti Maison hanno la loro sede al centro delle due città principali: Reims e Epernay. Le cantine sono visitabili e in quelle più celebri vengono organizzati tour guidati multilingue, per i turisti provenienti da tutto il mondo. In molti casi le cantine occupano gallerie chilometriche scavate nella roccia di gesso, dove oggi come allora riposano i vini più importanti e costosi del mondo. Veuve Clicquot-Ponsardin, Moet & Chandon (la produttrice del Dom Pérignon) e Pommery sono tra le più famose. Per dei totali profani come me, fare un tour guidato in una delle cantine più grandi è senz’altro un buon punto di partenza per capire qualcosa di più della storia di questo vino e della tecnica per produrlo. Una piccola degustazione finale permette di concludere degnamente il tour.

collage champagne

Ho bevuto dello champagne rosé sulla terrazza di un bar-à-vin in una piccola piazza accanto alla chiesa Notre Dame di Epernay con la luce della sera che a luglio dura fino alle 22,  l’atmosfera rilassata ha reso più buono ciò che stavo bevendo.

Epernay

Sembra che lo Champagne dia un’ebbrezza del tutto particolare, diversa dagli altri vini spumanti. Non saprei dire se sia proprio così, certo è che dopo appena un bicchiere mi sono sentita la testa leggera e sono stata presa dal desiderio irrefrenabile di ridere, non una nota di malinconia, solo leggerezza. Suggestione? Potrebbe anche essere, ma centinaia di scrittori ci hanno speso almeno una riga, qualcosa di vero deve pur esserci.

 

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